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30ago

LA STANZA DA BAGNO

SENZA CATEGORIA

da bagno è un locale adibito alla sede di apparecchi igienici e oggi la sua è diffusa più o meno in tutto il mondo.

case dei paesi sviluppati il bagno di solito è sede del sanitario, del lavabo, della vasca o del box doccia e sempre più spesso del bidet, apparecchio igienico limitato a certe aree, anche se sempre più diffuso (in Italia è più apprezzato che in altri paesi europei). Oggi, la stanza da bagno è un locale dove stare bene con se stessi, dove dedicare tempo alla cura del corpo e, perché no, della psiche. Dove poter riflettere e curare il proprio aspetto, oltre alle funzioni meramente fisiologiche. Ultimo a fare il “debutto in società”, il bagno si è guadagnato un ruolo di primo piano nell’arredamento domestico: lo dimostrano le diverse pubblicazioni specializzate e gli articoli sulle riviste a larga diffusione. bagni pubblici maschili sono spesso presenti gli orinatoi a muro. Quando non vi siano più accessori oltre al vaso sanitario e al lavabo, è detto più specificamente gabinetto.

STORIA

Le pratiche igieniche provengono già da civiltà antiche come gli Indù, nel 3.000 a.C., dove il bagno era la sede dove migliorare il proprio aspetto e soddisfare le esigenze fisiologiche.
Nel il bagno era di solito una sede pubblica dove le persone si incontravano, tant’è che il bagno diventava un luogo di socializzazione, dove c’erano scambi culturali e mercantili.
Una documentazione più approfondita di questa sede ci giunge dagli antichi greci e romani, dove soprattutto le persone più facoltose passavano molto tempo nelle terme pubbliche sotto l’auspicio della dea Igea, dal cui nome è derivata la parola igiene.
Già all’epoca si usavano balsami e le tecniche terapeutiche dell’acqua calda e fredda. Basti pensare che gli antichi romani rasero al suolo centinaia di boschi dell’odierna Italia per poter riscaldare le loro terme.
La presenza del bagno, tuttavia, era diffusa anche nelle case dei patrizi, nelle quali erano dotati di numerosi comfort.
Nell’età medievale, invece, la cultura del bagno fu profondamente trasformata; tra l’altro, mancavano le conoscenze tecniche che rendessero possibile la costruzione di nuovi impianti di fognature. Spesso la carenza di igiene era causa di malattie infettive. Credenza popolare era che l’acqua penetrasse nei pori della pelle e che causasse malattie di vario tipo, credenza che allontanò le persone dall’utilizzo dell’acqua per lavarsi e di un conseguente declino dei bagni. A partire dal Trecento, la produzione di profumi è documentata anche in Europa, ma solo a partire dal , grazie allo sviluppo di mezzi tecnici come l’alambicco si arrivò ad una certa diffusione di questo prodotto. Così, all’inizio dell’epoca moderna si era soliti semplicemente spruzzarsi abbondantemente di profumo ovunque, specie i nobili e la borghesia, nonché incipriarsi i capelli ovviando così all’effetto d’unto. Continuava anche in secoli successivi a sopravvivere la convinzione che lavarsi troppo spesso potesse nuocere alla salute. Nel XVIII secolo, tuttavia, venne a riaffermarsi l’igiene personale e la rinascita dei bagni. Con il XX secolo, la progettazione architettonica si preoccupa delle esigenze igienico-sanitarie e il bagno diventa dapprima un’appendice esterna delle abitazioni (i celebri stanzini in fondo al ballatoio) e poi una stanza all’interno delle mura domestiche. La diffusione dei bagni ha contribuito ad eliminare molte malattie prima assai diffuse a causa delle cattive condizioni igieniche. È con il secondo dopoguerra che il bagno entra nelle case degli italiani, attirando anche l’interesse di progettisti e designer.

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