PIOMBO E RUBINETTI
MADE IN ITALY, RUBINETTERIA
E’ noto a pochi che i rubinetti in ottone installati nelle nostre case contengono piombo in una percentuale compresa tra lo 0.5 e il 3 per cento.
Ottoni senza piombo sono allo studio e già brevettati in Giappone, ma utilizzando al posto del piombo il silicio, richiedono processi di fonderia totalmente separati in quanto il silicio infragilisce qualunque altra fusione che avvenga successivamente: per questo non sono prodotti su larga scala, ad oggi, dai produttori di barra di ottone.
Oltre il 98% dei rubinetti fabbricati al mondo è fabbricato in ottone cromato e non esistono, allo stato attuale, altri materiali in grado di reggere il confronto, per qualità e prezzo, per questa applicazione. Sono quasi 500 i produttori e terzisti in Italia divisi tra i Distretti del bresciano, del Piemonte Orientale e alcune realtà produttive in Toscana.
Un settore importante per l’economia nazionale.
Nella lega di ottone con cui è fatto il rubinetto, il piombo, a causa della lavorazione a caldo del pezzo, si dispone in superficie, in pratica “ galleggia” un po’ come l’olio nell’acqua: quando l’acqua attraversa il rubinetto per scendere nel bicchiere o nella pentola, ha un effetto lavaggio sul piombo.
Le considerazioni suddette sono totalmente sconosciute al consumatore. Recenti indagini hanno portato a verificare che oltre il 90 % dei consumatori pensa che il rubinetto sia fabbricato in acciaio inox, a causa dell’ aspetto esterno “luccicante”.
Esiste quindi il problema del piombo nell’acqua potabile che esce dal rubinetto, ma anche un problema di carente conoscenza di base da parte dei cittadini. Ciò è tanto più degno di nota in quanto si parla di componenti presenti in numero superiore a due unità in ogni abitazione, ufficio o struttura pubblica( scuole, ospedali, mense).
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il piombo è un contaminante che si accumula nell’organismo e manifesta la sua tossicità già da concentrazioni minime di 80-100 microgrammi per litro nel sangue. E’ particolarmente pericoloso per i bambini ai quali può compromettere lo sviluppo psicofisico.
E’ dimostrato in laboratorio che l’acqua che attraversa un rubinetto nei primi mesi di utilizzo porta via percentuali di piombo che possono essere molto superiori ai 10 microgrammi per litro, limite massimo consigliato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità. Si arriva a percentuali di piombo nell’acqua che beviamo di 100-120 microgrammi/litro, che si riducono lentamente con l’utilizzo del rubinetto.
Indagini effettuate sia in USA (Università della North Carolina , 1998, su 1000 campioni d’acqua da altrettanti rubinetti) che in Italia (Comuni del novarese 2003, 100 campioni) indicano che
circa 1’8% dei rubinetti installati rilascia piombo in misura superiore al limite consigliato daIl’OMS.
Questo problema è totalmente sconosciuto all’opinione pubblica.
Importanti paesi del mondo industrializzato – USA, Canada, Australia, Giappone-hanno infatti recepito nei propri Standard per i cosiddetti ” plumbing devices” i limiti consigliati dall’OMS per il contenuto di metalli pesanti, tra cui in primis il piombo; nell’acqua che esce dal rubinetto. In USA e Canada in particolare vige da anni il più diffuso standard mondiale, NSF 61, che impone ai produttori il superamento di un test di rilascio del piombo nell’acqua, condizione per la vendita del prodotto su quel mercato.
In quei paesi i produttori di « plumbing devices” devono ottenere, per accedere ai mercati la certificazione NSF 61, concessa da primari Enti di Certificazione primi fra tutti l’ NSF International.
La situazione Europea è di ritardo rispetto a tali paesi. Infatti la Direttiva Europea per le acque per consumo umano stabilisce per il piombo nell’acqua il limite di 25 microgrammi per litro, quindi due volte e mezzo il limite consigliato dall’OMS. Inoltre tale limite, entrato in vigore il 25 dicembre 2003, varrà fino al 25 dicembre 2013. Solo da tale data il limite europeo scenderà ai 10 microgrammi.
Come è evidente ciò comporta lunghi anni di minore protezione del consumatore finale europeo, rispetto a parametri da anni obbligo in altri paesi, consigliati dall’OMS e oggetto di Direttiva Comunitaria già nel 1998.
Ciò è inoltre di nocumento ulteriore anche per l’industria Europea ed Italiana in quanto i produttori dei paesi emergenti, che immettono sul mercato europeo componenti con alte percentuali di piombo nella lega, non trovano ad oggi uno Standard Europeo che ne blocchi l’ingresso, con ciò recando un danno sia ai produttori europei concorrenti che vedono erose le proprie quote di mercato che ai consumatori finali, spesso attratti dall’economicità di tali prodotti molto più pericolosi per la salute.


Sono assolutamente d’accordo. E’necessario porre maggiore attenzione nella scelta dei prodotti che intendiamo acquistare. La salute è da mettere sempre al primo posto!
Anche il nostro ministro Giulio Tremonti parla di rubinetti al piombo http://www.giuliotremonti.it/interviste/visualizza.asp?id=195
http://blog.cislnovara.it/?p=4
http://www.fondazioneedison.it/pdf/ist2002/lastampa2107.pdf